FERTILIA DI SARDEGNA
L’opera della costruzione della Borgata Algherese fu intrapresa per volontà dell’allora Governo Fascista, allo scopo di dare un’abitazione ai coloni dell’Ente Ferrarese di Colonizzazione per la bonifica della Nurra.
L’Ente Ferrarese creato con Decreto del Capo del Governo il 7 ottobre 1933, con il compito di fissare il maggior numero di famiglie provenienti dalla Provincia di Ferrara in Sardegna. L’Ente è tipicamente rappresentativo di quella perfetta collaborazione e di quella unità di intenti che animano uomini ed istituti nel tempo fascista. Un contributo concesso all’unanimità dalla Organizzazione professionali della Provincia di Ferrara ha creato infatti la base finanziaria indispensabile alla creazione di una migrazione importante di lavoratori ferraresi. L’Ente ha avuto pure l’aiuto dello stesso Governo che con R.D.L del 30 novembre 1933 gli ha ceduto gratuitamente la proprietà di oltre 8.000 ettari che costituivano la colonia penale di Castiadas, Isili e Cuguttu in territorio di Alghero. Solo dopo sei mesi di attività, l’Ente ha inaugurato la prima Azienda agraria sorta sul terreno della colonia penale di Cuguttu, Azienda che assunse il nome augurale di Maria Pia di Savoia.
I lavori furono interrotti nei primi anni quaranta per l’insorgere della seconda guerra mondiale, dopo la caduta del Fascismo e la costituzione della Repubblica Italiana Don Francesco Dapiran venne nominato parroco della borgata di Fertilia ed in quella occasione visto il progetto per la costruzioni delle case informò i suoi paesani della possibilità che ad Alghero potrebbero trovare casa dove abitare ed un lavoro. Voci bene informate riferiscono che l’allora Sindaco di Alghero voleva rimandare indietro i Profughi in quanto non graditi, le cose trovarono una sistemazione bonaria a discapito delle centinaia di Ferraresi che dovettero comprarsi la propria casa di abitazione a beneficio dei Profughi che occuparono abusivamente le abitazioni in via di rifinitura.
Don Francesco Dapiran asseriva di aver ricevuto l’incarico da parte del Governo Italiano per l’assegnazione delle case ai profughi della Dalmazia, mentre mi risulta che il medesimo vantava di una lettera scrittagli dall’Onorevole Alcide De Gasperi, lettera che mai nessuno ha potuto vedere e personalmente dubito che sia mai esistita.
A conferma di quanto da me segnalato in merito alla fondazione della borgata di Fertilia da parte di un gruppo di Coloni Ferrarese (non Giuliani) nel 1934.
Vincenzo Tatti