Sardinia People

La presenza dei numerosi riti arcaici, rispecchia il desiderio, la capacità e la costanza di conservare, studiare e promuovere la ricca eredità del passato in termini di cultura popolare. Quali maschere vi  piaciono di più ??
Perchè??
Cosa vi trasmettono???

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Risposte a questa discussione

Ciao lalla,
sto rientrando ora da Nuoro! ho visto la sfilata delle maschere sarde tra cui anke qelle di austis! Veramente belle quelle del tuo paese ma anke le altre.
Mi piaciono tanto le maschere sarde in generale , bhe diciamo che della mia terra amo tutto e soprattutto ciò ke la identifica .
Domani andrò a Oristano, sfila la Sartiglia.
Sarà un altro bellissimo spetacolo.
A presto ciao!!

P.S.: lunedì metterò le foto e i video di questi 2 giorni fantastici!!

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ciao lalla ti ringrazio sei molto gentile !!
si è una fantastica idea, e poi quale fonte migliore delle persone che vivono nei paesi dove nascono queste tradizioni???
aspetto il tuo materiale grazie ancora ciao a presto

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Ciao Lalla, ecco la maschera di Austis il tuo paese!!
AUSTIS E I COLONGANOS
La maschera di Austis è la più recente, risale al 1700. Si chiamano i Colonganos e sono vestite di pelli nere, con un cumulo di ossa di animali sulle spalle (che quando sfilano muovendosi a saltelli producono un suono roco, "apotropaico" con la funzione di allontanare dalla cerimonia gli spiriti del male) e pelli di volpe sulla testa, la maschera facciale è coperta da foglie di corbezzolo (pianta sempre verde e simboleggia fertilità continua in quanto porta fiori e frutti contemporaneamente).
Sos Colonganos seguono s'Urtzu,la vittima sacrificale tenuta legata dal servo guardiano vestito a lutto, perchè con lui muore per un certo periodo la fertilità della terra, questi indossano il cappotto nero d'orbace e si calano il cappuccio sul volto tinto di nero; mentre s'urtzu indossa la pelle nera di un capro e alla sua testa si sovrappone quella di un cinghiale.
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Ciao ragazzi, vi avevo promesso che avrei scritto e lasciato foto e video delle maschere sarde.
Questa mia passione è iniziata qualche anno fa quando degli amici mi invitarono ad andare a Mammoiada per vedere sfilare i Mamuthones e gli Issohadores................I primi indossano l'abito in velluto scuro con sopra la mastruca nera (pelli scure di pecore e montoni)caratteristica di pastori sardi chiamata anche
( sas peddes) , portano sul volto una maschera nera antropomorfa dai lineamenti tragici,generalmente di pero selvatico. La testa è ricoperta da un fazolettofemminile (su mucadore) che contorna la maschera, e le scarpe nere conciate a manodette (sos hosinzos). La caratteristica principale di questo costume è data dal gran carico di campanacci che si aggira intorno ai 25/30 chili legati sulle spalle da una seri di cinghie di cuoio legate tra loro (l'insieme dei campanacci e sonagli viene chiamata sa carriga ) questi emettono un suono cupo e frastornante quando i mamuthones si agitano in una danza zoppicante, che termina con tre saltelli battendo forte i piedi quasi volessero risvegliare la vegetazione che è sotto il freddo invernale. I Mamuthones sfilano a 2 a 2 affiancati dgli Issohadores.
Gli Issohadores indossano un abito dai colori vivaci chiamato (veste turcu) vestito da turco, anche la maschera completamente diversa rispetto a quella del mamuthones , si presenta dai lineamenti gentili di un rosa pallido (limpia ) pulita. Sul capo la nera berrita sarda legata al mento da un fazzoletto mucadore, larghi pantaloni e camicia di tela bianchissima e sopra calze di lana nera. Il corpetto rosso è del costume tradizionale maschile, a tracolla porta una cinghia in pelle e stoffa dove sono appesi dei piccoli sonagli che muovendosi emettono un suono armonioso, e lo scialle infine avvolto intorno alla vita è quello tipico del costume sardo della donna, di solito scuro con bellissimi ricami variopinti che scendono lunga la gamba sinistra.
I mamuthones iniziano le loro apparizioni per i festeggiamenti di Sant' Antonio il 17 gennaio, ( riunendosi tutti insieme per la vestizione quasi fosse un rito) continuano per il carnevale terminando la domenica prima dell'entrata della quaresima. Ho visto i mamuthones sfilare in diversi paesi della nostra amata Isola ma solo a Mammoiada ( paese caratteristico del nuorese abitato da persone dure e determinate ma allo stesso tempo gentili cortesi e ospitali avvolto da chissà quale strana energia) ho colto lo spirito di queste maschere e delle persone che cercano in tutti i modi di salvaguardare una nostra identità, ciò che ci rappresenta.

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qui sotto ancora alcune immagini della sfilata dei mamuthones

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ciao fabiano, è sempre un piacere sentire i vostri pareri soprattutto quando ci si rende conto e viene apprezzato ciò che si ha intorno. La Sardegna per quanto è un isola ha sicuramente le sue difficoltà da molti punti di vista, ciò nonostante noi sardi stiamo facendo passi da giganti divulgando le nostre tradizioni/patrimoni in tutto il mondo, e buona parte lo dobbiamo anche ai nostri Mamuthones, che nel periodo del carnevale vanno pure all'estero a sfilare.
Certo abbiamo ancora tanta strada da fare per migliorarci e chissà un domani godere di quei benifici che dovremmo già avere essendo una regione a statuto speciale

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Tra i costumi del carnevale sardo ce ne sono diversi che catturano la mia attenzione tra cui il costume di Sarule e nn solo....
Sarule (paese della provincia di Nuoro) ha 2 tipi di maschera: sa mascara a gattu e su Maimone.
Sa mascara a gattu porta indumenti da lutto e da neonato (mi disse una signora durante la sfilata ke attuarono questa idea visto che non cerano i soldi per comprare altra roba, da qui il costume) e la copertina dei neonati posizionata sulla testa, abiti da lutto e da neonato per simboleggiare la morte e la nascita e la gonna nera. La maschera de su Maimone indossa il cappotto d'orbace abbottonato fino al collo e il cappuccio sulla testa, e sulla faccia porta una grossa foglia di ficodindia a cui hanno tolto le spine, e dove vengono intagliati gli occhi il naso e la bocca.
Nonostante il tempo trascorso, queste maschere continuano a tramandare i riti per il dio della vegetazione che doveva morire e rinascere ogni anno, riti che un tempo erano diffusi in tutti i paesi del Mediterraneo
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OROTELLI e le sue maschere.....................
Le maschere di Orotelli sono le THURPOS. Indossano un cappotto nero di orbace abbottonato fino al collo, col cappuccio che scende sulla fronte, il viso è tinto di nero. In tempi passati, questo era l'abbigliamento dei vedovi quando moriva la moglie, in segno di un lutto profondo, portato invece dalle maschere dovrebbe rappresentare il dolore e il lutto per la perdita del dio della vegetazione e pertanto della fertilità della terra.
Durante le sfilate alcune maschere indossano anche delle cinture di pelle con dei piccoli campanacci attaccati e una corda legata in vita che tiene chiuso il cappotto,alcune di queste corrono come se fossero dei buoi mentre altre trascinano un aratro mimando l'aratura il tutto per commemorare il dio Dionisio che, secondo la mitologia, fu colui che insegnò agli uomini ad aggiogare i buoi e diede loro l'aratro per alleviare le fatiche dell'uomo.
Esisteva anche un altra maschera detta s'Eritaju, che portava intorno al collo una collana con pezzi di sughero su cui erano attaccati pezzi di pelle di riccio,un tempo questa maschera era presente ovunque, ma sul petto veniva messa l'intera pelle fresca del riccio e veniva nascosta mettendosi addosso degli stracci, le persone che la indossavano rincorrevano le ragazze per abbracciarle forte in modo da far uscire qualche goccia di sangue in segno di buon auspicio e fertilità.
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questa è il cabriolu, forse è un merdule , le realizza un mio amico in terracotta, argilla bianca, finissima,
io le vendo su internet,ma nn avendo una spiegazione approfondita, non la chiedono...

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ciao Claudio,
LA MASCHERA DI OTTANA
Le maschere di Ottana sono il Boes e Merdules. Il boes fa la vittima, indossa la pelle di un caprone e porta dei grossi campanacci a tracolla o legati alla vita, il voto è coperto da una maschera lignea finemente intagliata, con lunghe corna e con una rosetta sulla fronte e sulle guancie sono incise delle foglie, spesso colorate di verde ( in passato questa maschera aveva delle piccole corna, e si voleva rappresentare la forma che aveva assunto Dionisio quando venne catturato dai titani) e il merdules fa da servo-guardiano.
Durante la sfilata si vedono tanti boes ciascuno legato alla vita con una corda e tenuto dal suo merdules, nel percorso il boes cade a terra simboleggiando la morte e il merdules si china su di lui e lo incita a rialzarsi accarezzandolo nella zona di genitali ( questo è un gesto di rivitalizzazione di cui si è ormai perduto il significato ma la gestualità è rimasta).
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Navigando ho scoperto che a Ottana c'e' una terza maschera: sa Filonzana che rappresenta una vecchia vestita di nero, col volto ricoperto da una maschera. Sa filonzana è munita di fuso e canocchia e fila il filo della vita che ogni tanto minaccia di spezzare, è l'antica Parca di cui tutti hanno paura.

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A me fanno pensare a quel bisogno naturale di sdrammatizzare il dramma, anche quando è la vita intera ad essere drammatica, quel bisogno che hanno tutti gli uomini , dall'africa nera fino a new Orleans, di mascherarsi a gennaio...
a me fa pensare che, o ti vesti da arlecchino (che nn è una maschera nobile, anzi, tutt'altro...) o ti vesti da assogadori,
che è un l'evocazione del cacciatore o del padrone dei tori (credo...), ma ti diverti lo stesso,solo per il fatto di recitare il ruolo di un altro(la maschera). E' un concetto lungo da spiegare, bisogna viverlo, se si ha voglia.

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