Sardinia People

Il summit di Copenaghen si avvia ormai verso il fallimento più completo, è stato firmato solo un accordo NON VINCOLANTE, quindi "carta straccia", nessuno stato vuole recedere e rinunciare allo sviluppo industriale, tutto viene mercificato, perfino la produzione di CO2 è oggetto di scambio e viene quantificata tot. dollari a tonnellata. In questo marasma la miopia dei grandi della Terra (ma piccoli di cervello) è macroscopica, come si può progettare uno sviluppo per l'umanità se umanità non ci sarà più? Perchè è proprio di questo che si tratta, di pericolo di estinzione, che il genere umano lo meriti ampiamente è assodato, nessun essere di intelligenza superiore si darebbe da fare per distuggere l'ambiente in cui vive e neppure si moltiplicherebbe a dismisura rendendo instabile la sopportabilità dell'ecosistema per la sua asfissiante presenza. E' l'egoismo, la sete di denaro e di potere che porta a questi risultati, quindi gli sospirati accordi per limitare le emissioni nocive non ci saranno e si continuerà a correre verso il precipizio verso cui, probabilmente, non cadremo noi ma i nostri posteri vicini.
Ci hanno insegnato a scuola che i vegetali con la fotosintesi clorofilliana provvedono a trasformare la dannosa CO2 scindendo la molecola e liberando ossigeno, ebbene non uno solo dei capi di stato presenti a Copenaghen ha pensato di capovolgere il ragionamento: non si vuole limitare la produzione della CO2? Aumentiamo allora la presenza di alberi, si piantino boschi e foreste in tutti gli angoli inutilizzati del mondo, non sarebbe neppure una spesa esorbitante e senza sacrificare lo sviluppo dei paesi emergenti gli si potrebbe assegnare un tot di superficie boschiva da costituire facendo in modo che si impegnino indissolubilmente (come si voleva fare per le emissioni) e predisponendo organi di controllo mondiali come l'AIEA (che controlla le proliferazioni nucleari). Tutto questo, se non altro, per guadagnare tempo e convergere verso soluzioni future più incisive.
Qualcuno (i disfattisti esistono sempre) dirà che non serve, che è un palliativo etc. va bene, può essere, ma intanto siamo sicuri che una foresta in più: male non fa. Ma forse si tratta di una soluzione troppo semplice per essere considerata.

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La nazione che ponesse in opera un progetto del genere avrebbe un grande rientro in visibilità e pubblicità a costi bassissimi, Con un breve calcolo risulta che un milione di alberelli costerebbero appena qualche milione di euro e coprirebbero una superficie di 5 chilometri quadrati ponendoli distanziati fra loro di circa 5 metri e frammezzandoli con opportune linee frangi fuoco, inoltre si produrrebbero posti di lavoro, poi come tu dici: una foresta in più non fa male anzi.... Però credo che anche l'ecologia faccia parte di un vasto sistema legato ad imprese che cercano l'affare con la tutela dell'ambiente e un progetto come quello che hai proposto è ben poco appetibile sotto il profilo del guadagno. Peccato!

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